Il nuovo LES – Liceo Economico-Sociale costituisce:

• – un esempio pedagogico e modello didattico

• – un ponte tra le discipline

• – un’unione tra l’economia e le scienze sociali

• – una risposta alle richieste della società contemporanea economico-sociale e attrezzato per comprenderle criticamente, possibilmente per guidarle con il suo contributo di partecipazione consapevole.

Il nuovo liceo delle scienze umane con opzione economico-sociale (più brevemente liceo economico-sociale: LES), è stato introdotto tra i licei italiani a seguito del riordino avvenuto con l’emanazione dell’apposito Regolamento contenuto nel DPR 89/2010.

Il LES può:

1) esprimere con autorevolezza il suo ruolo di “ponte” tra le discipline umanistiche, scientifiche e sociali che, insieme a quelle artistiche, musicali e coreutiche caratterizzano l’impianto della nuova licealità. La collocazione dell’economia come scienza sociale, che non può restare isolata e confinata a ruoli “tecnici” nella formazione dei giovani, ma che va invece inserita in una relazione stretta con tutte le “scienze” e quindi con tutte le discipline dei curricoli, le consente di contribuire a far superare nella scuola italiana le tradizionali divisioni tra aree culturali e discipline diverse;

2) dare il suo contributo, in termini di esempio pedagogico e di modello didattico, in tutti gli indirizzi della scuola secondaria di secondo grado, alla formazione del “cittadino” completo, attivo, consapevole delle trasformazioni in atto nella realtà isolata e confinata a ruoli “tecnici” nella formazione dei giovani, ma che va invece inserita in una relazione stretta con tutte le “scienze” e quindi con tutte le discipline dei curricoli, le consente di contribuire a far superare nella scuola italiana le tradizionali divisioni tra aree culturali e discipline diverse;

3) colmare il vuoto creatosi nel panorama della licealità italiana, dalla quale era assente un percorso educativo educativo specifico rivolto all’economia all’interno delle scienze sociali, rivolto ad offrire al discente le capacità di lettura delle scelte e dei comportamenti economici. La ricchezza e la varietà dei contenuti trattati e degli obiettivi specifici, afferenti all’ampio spettro delle scienze sociali, offrono l’opportunità di creare un percorso che valorizzi l’integrazione fra queste materie (antropologia, diritto, economia, pedagogia e sociologia) in linea con una visione contemporanea e senza steccati del sapere.

La novità è rappresentata dal fatto che discipline come diritto ed economia, pur nella loro autonoma identità, sono studiate parallelamente agli studi sociali, educando così ad un “sapere pertinente”, come auspicato da Edgar Morin, quando afferma che “l’estrema frammentazione delle conoscenze operata dalle singole discipline rende spesso impossibile legare le parti alla totalità; si dovrà pertanto far posto ad un tipo di conoscenza capace di inquadrare le cose nei loro contesti, nella loro complessità, nei loro insiemi”.

La crisi economica mondiale che stiamo vivendo rende necessario ripensare a modelli di sviluppo su scala mondiale; una delle vie potrebbe partire dall’antropologia, passare per la sociologia e la psicologia, la storia e la geografia, approdare nell’economia, nella statistica e nel diritto, per tornare all’antropologia culturale odierna, in un disegno unitario che finalmente non separi più le discipline cosiddette umanistiche da quelle cosiddette scientifiche. Il Progetto di accompagnamento alla Riforma “Investire nel valore e nell’identità del liceo economico-sociale” vuole creare i presupposti che permettano a tutti coloro che operano quotidianamente nel LES di portare il nuovo Liceo verso l’acquisizione di quella identità determinata non soltanto dalla somma dei contenuti che vi si studiano, quanto, e con maggiore determinazione, da quello che il LES rappresenta nella scuola in Italia, cioè l’unione del sapere scientifico con quello umanistico intorno agli studi economici e sociali. L'obiettivo specifico è far sì che il LES divenga un’opportunità forte per i giovani, per gli studenti che lo frequentano o che lo frequenteranno, e poi per le famiglie e il sistema scolastico italiano, in armonia con quanto accade negli altri paesi europei, dove l’economia e le scienze hanno assunto un ruolo di crescente rilievo nelle scuole secondarie superiori.

Ai fini del più efficace apprendimento da parte degli studenti, l’economia e le scienze sociali possono dispiegare la loro capacità di dialogo, all’interno del curricolo, a partire dal riconoscimento che esse sono poggiate su quattro pilastri cognitivi: 1. logico-teorico, 2. storico-sociale-valoriale, 3. matematico-quantitativo-statistico, 4. operativo.

L’economia si caratterizza sempre più come “una scienza umanistica”, che pone l’uomo al centro del suo interesse. In questa visione si pone sulla scia di altre scienze umane, la filosofia, la storia e la stessa letteratura: in modi diversi l’alunno è chiamato a ragionare sulle caratteristiche e la condizione delle persone, su cosa desiderano, su cosa le rende felici o meno.

L’interazione tra riflessioni economiche e umanistiche permette così di sviluppare una visione critica della realtà: i modelli di decisione razionale possono essere un punto di riferimento attraverso il quale leggere le opere letterarie o interpretare la storia e possono essere, a loro volta, discussi criticamente a partire dalle altre discipline. D’altra parte l’economia è anche una scienza, in cui la matematica e l’aspetto evolutivo giocano un ruolo chiave. Per questo può rappresentare un ponte tra aree diverse, affidando all’economia i caratteri di scienza delle scelte responsabili sulle risorse di cui l’uomo dispone (fisiche, temporali, territoriali, finanziarie) e del diritto come scienza delle regole di natura giuridica che disciplinano la convivenza sociale. La funzione del LES è anche quindi quella di rafforzare nella società italiana il ruolo culturale dell’economia, del diritto e delle altre scienze sociali come terza area scientifica moderna, che va esplicitata e distinta rispetto a quella scientifica e a quella classico-umanistica.


Pubblicata il 15 marzo 2016